—Fathma! Fathma tu hai detto? Che vuol dire? Per Allàh, tu mi schianti l'anima!…

—È proprio per schiantarti l'anima che io sono sceso in quest'inferno, disse beffardamente lo sceicco.

—Ah! sciagurato! urlò il povero arabo facendo atto di saltargli addosso.

—Non muoverti, per mille saette! gli intimò lo sceicco ripigliando il pistolone con gesto minaccioso. Sta in guardia, ti ripeto.

Abd-el-Kerim si cacciò disperatamente le mani nei capelli e mugghiò come un toro.

—Ma che ti feci io, assassino? che vuoi da me? chiese.

—Odimi, ma non muoverti, se vuoi che ci lasciamo da buoni amici. Io sono lo sceicco Fit Debbeud ed amo alla follìa la donna che tu ami.

—Chi?… Fathma?…

—Sì, amo Fathma, ma l'amo, come ti dissi, alla follìa. Io seppi che tu l'amavi e che ella ti corrispondeva, e giurai in cuor mio di togliere l'ostacolo che mi sbarrava il cammino. Ebbi la fortuna di pigliarti e ti seppellii quaggiù per farti crepar di gelosia e sopratutto di fame.

—Non è possibile!… Non è possibile!… urlò Abd-el-Kerim. Fathma non ama che me, mi ha giurato che sarà mia, e mia sarà.