Notis si mise a ridere, lisciandosi tranquillamente la nera barba.
—L'ameresti ancora? domandò egli beffardamente.
—Non so se l'odio o lo ami, so solamente che voglio trovarmi dinanzi a lui per dirgli che la sua rivale la calpesterò, la farò a brani, la polverizzerò come fosse di creta.
—Non la toccherai! Io amo la tua rivale e voglio farla mia, dovesse andar di mezzo la mia e la tua vita.
—Tu! tu ami la mia rivale!
—Sì, io l'amo, io l'adoro e tanto che senza di lei non potrei vivere.
—Tu ami una spregevole almea!
—È bella come un urì del paradiso di Maometto e più superba di te.
Elenka si slanciò su di lui e l'afferrò per le braccia con tal forza da strappargli un grido di dolore.
—Ma io l'odio, l'odio, la esecro questa almea! urlò ella.