—Ma come? egli non possedeva alcuna arma che io sappia, ed era mezzo morto di fame. Hai veduto nulla tu Mussa?
—Non potei arrivare alla porta, ma nell'uomo che fuggiva riconobbi perfettamente il prigioniero ed era armato di un jatagan che mi tagliò l'hàrba.
—Olà! gridò una vociaccia imperiosa, tirate innanzi, ira di Dio!
L'arabo, vivo o morto, ma possibilmente vivo, bisogna pigliarlo.
Quella voce fece scattare in piedi Abd-el-Kerim.
—Sogno! esclamò egli con profondo terrore. Gran Dio!…
Si sporse innanzi, rattenendo il respiro, colla faccia livida, tutto in sudore, i pugni chiusi convulsivamente attorno alle armi.
—Ira di Dio! gridò la medesima voce. Avanti tutti!
Abd-el-Kerim gettò un grido strozzato e retrocedette suo malgrado.
—Notis! Notis! ripetè egli. Non l'ho dunque ucciso io?… Ah! mostro!
Varcò la porta e andò a tasteggiare il suolo fino a che trovò il cadavere del beduino. L'alzò, se lo gettò in ispalla, se lo fece scivolare sul petto in maniera che gli servisse in certo qual modo di scudo, e si spinse innanzi, cieco di collera e assetato di vendetta.