—Fathma è in piedi ed è completamente ristabilita, rispose lo sceicco sorridendo. La ferita si è cicatrizzata mercè le mie erbe miracolose e tu puoi parlarle d'amore senza che abbiamo a temere una ricaduta. Quella donna bisogna che sia di ferro per guarire da un colpo di pugnale così terribile.
Omar sentì le carni raggrinzarsi e sul volto correre grosse gocce di sudore. Guardò lo sceicco e il greco stupefatto.
—Guarita!… un colpo di pugnale!… balbettò egli. Cosa è successo mai? Che l'abbiano pugnalata per impadronirsi di lei? Ah! miserabili!…
—Sa che io sono qui? chiese Notis dopo qualche istante di silenzio.
—Non ti ha mai nominato ma deve saperlo. Non ha parlato altro che di
Abd-el-Kerim.
Il greco fece un gesto d'impazienza e digrignò i denti come una jena.
Sempre quell'uomo esclamò con rabbia. Che non l'abbia a dimenticare mai adunque?
—Chissà, forse col tempo la ferita si rimarginerà.
—Non col tempo, io ho fretta di farla mia, capisci, Fit Debbeud.
L'amo e sempre più furiosamente e voglio che lei mi ami.
—Tenta, forse vi riuscirai. E di Elenka sai nulla?