—No, rispose Ibrahim. Eppure domandai di lui in tutti i villaggi che toccai.
—Lo conosci forse?
—Niente affatto. Quando conobbi l'arabo Abd-el-Kerim, questo schiavo non era con lui.
—Credi tu che noi dobbiam preoccuparci di questo negro?
—Se è solo non è da temerlo molto. Eppoi si fa presto a spedirlo nell'altro mondo. Una pistolettata o quattro dita di jatagan e tutto è finito.
—Parli bene come l'Alcorano, disse lo sceicco, sorridendo. D'altronde staremo in guardia e se dormiremo procureremo di chiudere un solo occhio.
La conversazione fu tagliata dalla comparsa di Notis, che scendeva dalla stanza di Fathma. Era cupo e si vedeva nei suoi occhi la tremenda ira che ardevagli in petto.
—Abbiamo perduto? chiese Debbeud, alzandosi.
—Sì, rispose il greco. Quella donna è una fortezza inespugnabile.
—Per mille saette! esclamò il beduino. Non siete stato capace di piegare quella femminuccia! Ma come è possibile?