—Eccolo, padrone, rispose il battelliere porgendogli una scatoletta.
Il reis l'aprì con precauzione; conteneva una dozzina di pallottoline d'oppio. Ne prese quattro e le mise in uno dei scibouk coprendolo con un fitto strato di tabacco.
—Le fumi? chiese Saba, sorpreso. Ti ubriacherai terribilmente.
—Zitto, giovanotto, disse Ibrahim con aria misteriosa. Ora ti recherai alla villa che poco fa ti additai, e chiederai del greco Notis, tieni bene in mente questo nome. Gli dirai che venga subito qui che devo parlargli su cose assai interessanti. Va!
Il battelliere uscì di corsa dirigendosi verso il molo, e Ibrahim, empito l'altro scibouk di tabacco l'accese mettendosi a fumare colla maggior calma del mondo. Mezz'ora dopo entrava in furia il greco Notis.
—Ah! Siete qui, padrone! esclamò Ibrahim con mal celata gioia.
Abbiamo delle grandi novità.
—Narra, Ibrahim, disse Notis sedendosi di fronte a lui.
—Accendete il scibouk ed ascoltatemi, disse il reis spingendo verso di lui la pipa carica d'oppio.
Il greco prese il scibouk e vedendo che era di già carico l'accese avvolgendosi fra dense nubi di fumo.
—Ditemi, innanzi tutto, come sta quella donna che voi tenete prigioniera. Essa mi interessa qualche poco.