—Sali, sali, gridò egli un'ultima volta.
Omar e Fathma, quantunque si trovassero in una posizione terribile non si perdettero d'animo. Aiutandosi vicendevolmente, adoperando le mani, ed i piedi e persino i denti, in meno che lo si dica raggiunsero il davanzale e si slanciarono nella stanza ritirando in furia la corda.
Erano appena entrati che si udì picchiare furiosamente alla porta.
—Aprite! comandò una voce imperiosa. Aprite per tutti i fulmini del cielo!
Omar si scagliò contro di essa colle pistole in pugno, ma non ebbe il tempo necessario per giungervi, poichè violentemente s'aprì e due beduini irruppero nella stanza colle scimitarre alzate.
Fathma gettò un grido.
—Non aver paura Fathma, gridò Omar. Uno, due…
S'udirono due detonazioni. I due beduini colpiti dalle palle delle sue pistole caddero l'un sull'altro colle cervella bruciate.
CAPITOLO V.—La Fuga.
Respinti i primi assalitori, Omar e Fathma comprendendo il gran pericolo che correvano se si lasciavano prendere, si gettarono contro la porta della stanza rimasta semi-aperta. Chiuderla, sbarrarla e ammonticchiarvi dietro tutte le mobilie della stanza, fu per loro due l'affare di cinque minuti.