—Zitto! esclamò Fathma.

—Olà! gridò Fit Debbeud al di fuori. Guardate il fiume! Guardate il fiume per mille barbe del Profeta!

—Il fiume! mormorò Omar. È Daùd che arriva.

Il negro e l'almea s'accostarono ad una delle finestre e pian piano l'apersero guardando sulle rive del Bahr-el-Abiad.

La notte era oscura per le nubi che si accavallavano in cielo, ma si vedeva a qualche distanza. Essi scorsero due lunghi canotti navigar lentamente sul fiume, cercando di dirigersi verso la riva.

—È Daùd coi suoi uomini, disse Omar all'orecchio di Fathma. Se potesse approdare senz'essere scorto.

—È impossibile, mormorò l'almea. Non vedi i beduini imboscati fra le canne?

Omar si curvò sul davanzale della finestra e guardò fra i canneti. Vide muoversi delle ombre, alzare e abbassare delle lunghe aste che riconobbe essere dei fucili, poi sparire fra il fitto fogliame. Non potè trattenere una bestemmia.

—Ah! cane di Debbeud! esclamò. Impedirà a loro di sbarcare.

—Noi che dobbiamo fare?