—Sì, dissero Omar e Daùd. È Notis.
—Ebbene, il primo colpo è destinato a lui. Che il Profeta mi punisca se io non l'abbatto.
—Fuoco! gridò in quell'istante una voce.
Si videro i soldati egiziani abbassare un dopo l'altro i remington in direzione della darnas. Un gran lampo ruppe le tenebre seguito da numerose detonazioni e dal crepitìo di legno che fendevasi sotto la tempesta di palle. Un barcaiuolo che trovavasi a cavalcioni della murata di poppa occupato a caricar il suo moschetto, precipitò nel fiume.
—Fermi tutti! urlò Daùd, vedendo che alcuni uomini correvano alle murate per cercar di pescare il compagno. È uomo morto. A te, Fathma!
L'almea balzò in piedi come una tigre, colla carabina in mano, slanciandosi a poppa.
S'udì una bestemmia alzarsi sulla dahabiad egiziana e fu visto un uomo aggrapparsi a una corda e sollevarsi sulla prua.
—Ira di Dio, è lei! esclamò quell'uomo.
—Sono io, Notis! gli gridò Fathma con inesprimibile accento d'odio.
Guardati che ti ammazzo!
Ella puntò verso di lui la carabina. Il greco cercò di scendere, ma s'avvide che non era più in tempo.