—Tutto congiura contro di noi; maledetta sorte!
—Allàh così vuole. Orsù, deviamo e cerchiamo di non far rumore. È carico il tuo fucile?
—Sì.
—Quando è così, andiamo avanti e che il Profeta ci protegga.
La zattera sotto la spinta dei due remi comincia a deviare lentamente radendo la barra, sulla quale alzavasi una nebbiolina carica di esalazioni pestifere. I due naviganti, curvi, taciti, in dieci minuti raggiunsero l'estremità di quel colossale agglomeramento di piante. Già stavano per virare di bordo ed entrare nella libera corrente quando sei o sette coccodrilli uscirono dalle piante avvicinandosi alla zattera. Il più ardito allungò le mascelle spalancate verso di loro cercando, con un formidabile colpo di coda, di issarsi sul ponte.
—Omar! mormorò Fathma che sentiva la zattera inclinarsi spaventosamente a tribordo.
—Sta zitta. Ci sono.
Il negro aveva afferrata la scimitarra. Egli scagliò una tremenda botta fra i due occhi del mostro che si inabissò rumorosamente sollevando una nube di spuma. Quasi subito una voce partì dall'isolotto più vicino, sul quale bivaccavano alcuni insorti.
—Ehi! gridò un arabo. Guarda laggiù in mezzo alla corrente!
—Che vedi? chiese un'altra voce.