—Dio!… rantolò ella.
Cacciò fuori un urlo disperato, straziante, portò le mani alla testa e cadde fra le braccia di Omar. O'Donovan impallidì come un morto; credette che tutto fosse perduto.
—Che è successo? chiese il generale correndo verso Fathma.
—Non è nulla generale, disse O'Donovan, sbarrandogli il passo.
Abd-el-Kerim era suo… era suo fratello.
—Ah! disgraziato!… slacciategli le vesti, lasciatemi vedere:
—Non è nulla, vi ripeto, non è nulla.
—Chiamatemi il capitano medico, replicò il generale cercando di avvicinarsi all'almea svenuta. Lasciatemi vedere se posso fare qualche cosa io.
—Lo chiamerò più tardi, generale, non datevi pensiero di nulla, lasciate che lo trasporti nella mia tenda. Portalo via Omar.
Il negro vedendo il generale avvicinarsi e comprendendo il gran pericolo che correva l'almea se veniva scoperta, s'affrettò a gettarle sul volto il turbante, poi, presala fra le braccia, uscì di corsa dalla tenda.
—Permettetemi di seguirlo, generale, disse O'Donovan che sentì il cuore allargarsi. Quel povero ufficiale ha avuto un terribile colpo.