—Vado alla tenda della greca, rispose Fathma con voce sorda. Fra mezz'ora le avrò fatto saltare le cervella.
—Ma tu vuoi perderci tutti e due! No, padrona, non lo farai.
—Ma sai Omar che ho il sangue che mi bolle? Sai che per ucciderla darei volentieri la mia vita?
—E se io ti fornissi il mezzo di ucciderla egualmente, senza che tu abbi a correre pericolo alcuno?
—Come? Parla, Omar, parla.
—Aspettiamo questa notte innanzi tutto. Appena il campo si sarà addormentato noi raggiungeremo il tugul e ci nasconderemo nell'interno o lì vicini. Elenka verrà, noi assisteremo al suo colloquio col ribelle Tepele, poi, quando sarà rimasta sola, o nel tugul o nella foresta noi l'assaliremo e la scanneremo come io ho scannato Takir. Ti pare? Nessuno ci vedrà, nessuno saprà nulla, non rimarrà nemmeno la più piccola traccia dell'assassinio, poichè i leoni e le iene s'incaricheranno di far sparire il cadavere.
—E O'Donovan? Egli vorrà venire con noi e ci sarà d'ostacolo.
—Niente affatto, egli non verrà. Lascia fare a me, e vedrai che tutto andrà bene.
—Ma sei certo che Elenka si recherà all'appuntamento?
—Più che certo. Io vado a farle recapitare il biglietto scritto da Takir. Quando leggerà che trattasi di sapere ove trovasi Abd-el-Kerim non esiterà un solo istante a partire.