—Ed è sano il mio Abd-el-Kerim?
—Questo lo sapremo questa sera a mezzanotte
L'almea lo guardò cogli occhi stravolti.
—A mezzanotte! esclamo ella con sorpresa. Da chi? Come?
—Da un ribelle che si chiama Tepele.
—E tu conosci questo ribelle? Oh! vorrei abbracciarlo quest'uomo.
—Sarebbe pericoloso, padrona, si correrebbe il rischio di buscarsi qualche colpo di lancia. Ascolta quanto m'è toccato questa notte.
L'almea tornò a sedersi, tutta inondata di gelido sudore e tremante per la violenta emozione. Omar, accoccolatosi a lei accanto, le narrò per filo e per segno l'incontro di Takir, la gita di questi fuori del l'accampamento, il colloquio che aveva tenuto col ribelle Tepele, l'appuntamento per la mezzanotte con Elenka e infine il dramma sanguinoso che seguì la scrittura del biglietto.
Fathma l'ascoltò in silenzio, senza dare il più piccolo segno di collera o di gioia, ma quand'ebbe finito si alzò colle pistole in pugno, dirigendosi verso l'uscita della tenda.
—Dove vai? gli chiese Omar, spaventato, mettendosi risolutamente dinanzi.