Si gettò la carabina ad armacollo, s'avvolse nel suo bianco taub e s'allontanò con passo rapido, con andatura fiera e maestosa facendo tintinnare graziosamente le numerose anella che ornavano le sue braccia.

—Per Allàh! esclamò Notis quasi con collera. Non ho mai trovato in vita mia un'almea simile. Da quando una donna che va a danzare pegli accampamenti, torce il viso per una parola melata?

—Ti sorprende forse? chiese Abd-el-Kerim, con un tono di voce sotto il quale sentivasi una leggiera vibrazione ironica.

—E sfido io!

—Fathma, non è un'almea comune.

—E nondimeno s'abbandonò fra le tue braccia. Ah! Abd-el-Kerim tu sei fortunato.

—Perchè?

—Avrei pagato mille piastre per sentirmela pur io adagiata sulle mie ginocchia, colla sua testolina appoggiata sul mio petto.

—Sei pazzo, Notis. Saresti per caso innamorato morto di lei?

—Non ti pare che sia bella?