—Non farlo padrona. Diffida da quella donna che è più vile d'una iena.
—Lascia fare a me. Odimi ora: qualunque cosa accada, tu non prenderai parte al combattimento. Se io cado lascierai andare la mia rivale senza torcerle un sol capello. Io, la fidanzata del tuo padrone lo voglio!
Omar la guardò con occhi supplichevoli.
—Padrona! balbettò egli.
—Lo voglio! ripetè l'almea quasi con ira.
—Sia fatta la tua volontà.
Trasse l'jatagan e lo porse a Elenka che ne provò il filo e la punta.
—In guardia disse l'almea con tono glaciale. Fra dieci minuti bisogna che tutto sia terminato.
Elenka alzò il gonnellino per essere più libera e andò a mettersi a venti passi dal burrone volgendogli le spalle. Fathma le si mise di fronte, raccolta su sè stessa come una tigre, colla punta dell'arma diretta al seno della rivale.
—Fathma, disse la greca. Una di noi due morrà, e probabilmente sarai tu quella che non vedrai il sole di questa mane. Vuoi dirmi che è successo di mio fratello Notis?