Un guerriero riccamente vestito discendeva dall'alto della rupe con rapidità vertiginosa. Giunto sulla piattaforma egli si precipitò ai piedi di Fathma.
—Ah! mia povera padrona! esclamò egli baciandole le mani.
Fathma e Omar lo riconobbero subito.
—Abù-el-Nèmr! gridarono con gioia.
—Sì, amici miei, disse lo scièk. L'Abù-el-Nèmr che voi salvaste dalla morte quando il leone lo ferì nelle foreste del Bahr-el-Abiad e che ora viene a pagare il sacro debito. Amici, voi siete salvi e sotto la mia possente protezione!
Nel medesimo istante che il generoso scièk pronunciava quelle parole, l'ultimo egiziano dell'infelice Hicks pascià cadeva morto sotto le lancie dei terribili guerrieri di Ahmed Mohammed profeta del Sudan[1].
[1] L'illustre missionario D. Luigi Bonomi, che quando accadde la battaglia si trovava a breve distanza da Kasghill, mi assicurò che il Mahdi perdette solamente 4 o 500 uomini. E.S.
FINE DELLA PARTE SECONDA.
PARTE TERZA
Il Mahdi