—No, io ti darò il mezzo di salvarti.
Abd-el-Kerim si gettò ai piedi di Ahmed mandando un grido di gioia.
—Odimi, disse Ahmed, rialzandolo. I miei guerrieri hanno la barbara abitudine di far sventrare i prigionieri condannati a morte, dai bufali o dai leoni. È bensì vero che armano il condannato d'una scimitarra, ma, come puoi immaginarti, difficilmente scampano alla morte. Se però ammazzano l'animale sono proclamati guerrieri e quindi posti in libertà.
—E così combatterò contro i bufali?
—No ti metterò di fronte un leone al quale avrò dato prima una bevanda che lo priverà della sua forza, che lo ubbriacherà. Ti sarà facile ucciderlo con un colpo di scimitarra.
—Ah! grazie! Ahmed!
—Come vedi, io ti salvo dalla morte, ma bisogna che tu diventi mio seguace, che mi adori e rispetti come adoravi e rispettavi Mohammed il primo profeta.
—Farò tutto quello che vorrai. E i mei compagni li salverai?
—È impossibile. Non ardirei tentarlo. Va, ora, ritorna fra i prigionieri e arrivederci a domani alla zeribak.
Battè le mani: due guerrieri entrarono inginocchiandosi dinanzi a lui.