—Conducete quest'uomo nella capanna dei prigionieri, disse a loro il Mahdi. Badate che se qualcuno lo tocca, lo insulta o lo percuote è uomo morto.
Un istante dopo Abd-el-Kerim e i guerrieri uscivano dal tugul di Mohammed ed entravano in quello dei prigionieri, sotto il quale, distesi per terra, strettamente legati, tremanti di spavento e d'angoscia stavano i tre egiziani.
Vedendo Abd-el-Kerim, uno di essi, il meno maltrattato, si alzò penosamente sulle ginocchia interrogandolo con uno sguardo lagrimoso.
—Siamo perduti, rispose l'arabo.
—Non c'è più speranza adunque? balbettò l'egiziano.
—Nessuna.
—È una iena adunque questo Mahdi?
—Taci, se vuoi vivere fino a domani.
L'egiziano emise un sordo gemito e ricadde col volto nascosto fra le mani.
CAPITOLO III.—Il supplizio dei prigionieri.