Il beduino indietreggiò di qualche passo e un tremito agitò le sue membra, ma ricuperò subito la sua impassibilità, anzi un sorriso sdegnoso, quasi di sfida, sfiorò le sue labbra.

Il carnefice gli si avvicinò e lo fece inginocchiare. Provò il taglio della sua scimitarra e attese.

—Persisti ancora a tacere? chiese Ahmed che sentivasi preso da una viva ammirazione per quell'uomo che sfidava così imperterrito la morte.

—Persisto, rispose il beduino.

Ahmed battè le mani. Il carnefice alzò la scimitarra che balenò alla luce del fuoco.

—La morte ti sfiora, disse Ahmed.

—La sfido.

Ad un tratto la scimitarra si abbassò non già sul collo del beduino, ma per terra.

—Tu sei irremovibile come una rupe e io ti ammiro! esclamò il Mahdi.
Alzati, parla e io ti giuro che ti darò vivo l'uomo che mi chiedi.

—Grazie, Ahmed.