—È il fratello di Elenka che ti prega

—Non parlerò

—Abd-el-Kerim!…

—Mi vendico, Notis!

Il greco scattò in piedi con le gote vermiglie, gli occhi infiammati, le labbra frementi. Le sue mani si aprirono e si chiusero convulsivamente come volessero stritolare qualche cosa.

—Sta bene, disse, con accento minaccioso. Ti pentirai!

Girò tre o quattro volte su sè stesso, si spinse fino all'uscita dell'antro, poi ritornò bruscamente indietro tenendo in una mano una piccola ampolla di vetro.

—Abd-el-Kerim, disse con voce alterata, potrei farti morire lentamente fra le più atroci torture, potrei farti uscire il sangue dalle vene goccia a goccia, eppure non lo faccio perchè ho ancora la speranza che noi un dì ritorneremo amici, anzi…

—Taci! esclamò l'arabo, che lesse il suo pensiero. Non sarà mai e poi mai.

—Tu la odi ancora adunque?