Medinek invece di arrestarsi precipitossi nella via allontanandosi a tutte gambe.

—Ah! razza di un cane! gridò lo scièk, sparandogli dietro un colpo di pistola.

—Che abbia udito i nostri discorsi? chiese il suo compagno. Se lo inseguissimo?

—A quest'ora deve essere assai lontano poichè correva come un cervo. Chi può essere e quale scopo lo spinse a salire sul tetto della capanna? amico mio, non vedo chiaro in questa faccenda.

—E neppur io se vuoi che te lo dica francamente. Era almeno solo?

—Non ne ho visto che uno, ma faremo bene a dare un'occhiata sul tetto. Chissà, potrebbe darsi che lassù, si tenesse celato qualche altro curioso. Fammi la scala che io salga.

—Prendi l'altra pistola e armala. Non si sa mai quello che può accadere.

—Hai ragione, amico mio. Orsù, sta fermo che salgo sulle tue spalle.

In quella sul tetto s'udì una voce che bestemmiava. Lo scièk e il suo compagno si guardarono in faccia tirando nel medesimo tempo le scimitarre.

—Oh! oh! esclamò Abù-el-Nèmr. Lassù c'è qualcuno. Aspetta un po' canaglia che ti acconcierò io come si deve.