—Se non vuoi credermi fa di meno.
—Notis, disse Abù-el-Nèmr. Giochi una partita pericolosissima. Ieri sera parlai con Ahmed, ed egli mi disse che Abd-el-Kerim era in mano tua ed ancor vivo. Come vedi, sappiamo qualche cosa.
Il greco strinse i denti.
—Maledetto Ahmed! esclamò egli.
—Non insultare l'inviato di Dio, se ti è cara la vita. Parla: dove hai nascosto Abd-el-Kerim?
—Non lo saprete nè oggi, nè domani, nè mai!
—Sta bene, disse lo scièk.
Afferrò il prigioniero per le braccia, e lo trascinò accanto al fuoco non ostante la sua disperata resistenza. Omar gli prese i piedi e li accostò alla fiamma.
Notis cacciò fuori un urlo di dolore. La pelle delle piante, al contatto dei carboni accesi s'annerì e si screpolò mostrando la viva carne.
—Basta!….. basta!….. ruggì il greco pazzo di dolore.