Mentre il greco, messo colle spalle al muro e torturato, confessava tutto ciò che i suoi nemici volevano sapere, Medinek, sfuggito miracolosamente alla pistolettata dello scièk Abù-el-Nèmr, trottava come un cavallo per le oscure e fangose vie della città, cercando la capanna dello scièk El-Mactud.

La paura di venir inseguito, preso e forse fucilato, e la paura di giungere troppo tardi dal suo capo gli mettevano le ali ai piedi. Ogni qual tratto però si arrestava colla dritta sull'impugnatura dell'jatagan, e rattenendo il respiro tendeva ansiosamente l'orecchio, parendogli sempre di udire fra gli urli della burrasca che scatenavasi ognor più violentemente, la voce dello scièk Abù-el-Nèmr e i passi di lui, indi ripigliava la sfrenata corsa, tuffandosi fino alle ginocchia nelle pozze d'acqua e sollevando sprazzi fangosi.

Per sua disgrazia faceva tanto oscuro che non gli riusciva di mantenersi sulla retta via. Ora infilava una stradicciuola che non aveva sbocco, ora andava a dare il naso contro una zeribak o contro il recinto d'un giardino e ora batteva vie che non aveva mai percorse.

Non fu che dopo una buona ora di continua corsa che giunse nella gran piazza del Mercato, tutta cinta di capanne e di capannuccie e di piccoli recinti destinati a ricevere i cammelli delle carovane.

Al livido chiaror di un lampo scorse il tugul che cercava, dalle cui fessure trapelavano dei raggi di luce. In pochi salti lo raggiunse, applicando, alla porta semi-sgangherata, un formidabile pugno.

—Chi va là? chiese una voce, appena distinta fra i ruggiti della tempesta.

—Aprite! urlò. Sono Medinek.

La porta si spalancò e apparve sulla soglia lo scièk El-Mactud con una scimitarra in pugno. Scorgendo Medinek egli indietreggiò mandando un grido di sorpresa e di terrore. Aveva indovinato subito che qualche cosa di grave era accaduto.

—Che hai?… perchè sei qui solo? Che è accaduto? chiese egli tutto d'un fiato, trascinandolo accanto al fuoco che ardeva in un angolo del tugul.

—Una disgrazia, El-Mactud. Notis è caduto nelle mani di Abù-el-Nèmr!