Aveva percorso duecento passi, quando udì una voce gridare:

—Ehi, alt! Se non t'arresti sei morto!

Il greco a quell'intimazione si volse digrignando i denti. A cinquanta passi da lui stava Abù-el-Nèmr col fucile spianato, circondato dai suoi guerrieri.

—Maledizione! gridò il greco che comprese d'essere irremissibilmente perduto.

Con un rapido gesto sguainò l'jatagan e lo puntò sul seno dell'almea gridando ad Abù:

—Se non ti fermi la uccido!

Nell'istesso istante Omar sbucava da una macchia di bauinie slanciandosi verso il miserabile. Cinque negri lo seguivano armati fino ai denti.

—Ah! cane! gridò lo schiavo tendendo la dritta armata di revolver.

Quattro detonazioni scoppiarono l'una dietro l'altra. Il greco girò due volte su sè stesso, stravolse gli occhi, un getto di sangue gli sgorgò dalle labbra e piombò a terra bestemmiando.

—È morto! esclamarono i guerrieri accorrendo.