Abù-el-Nèmr si nascose il volto fra le mani e un rauco singhiozzo gli rumoreggiò in fondo al petto. Una tremenda disperazione aveva improvvisamente scomposto i suoi lineamenti.
In quell'istante Fathma emise un profondo sospiro e si scosse.
Abd-el-Kerim se la strinse teneramente al petto.
—Fathma! Fathma! ripetè egli.
L'almea aprì gli occhi, li chiuse, poi tornò a riaprirli. Un grido inesprimibile le uscì dalle labbra.
—Abd-el-Kerim!…
Si raddrizzò, gettò le braccia attorno al collo del fidanzato e scoppiò in singhiozzi.
—Dio!… Dio!… balbettò ella, fa che io non sogni!
—No, povera donna, tu non sogni, sono io, proprio io, il tuo amato
Abd-el-Kerim che non si separerà più mai da te.
Ad un tratto Fathma impallidì terribilmente.
—E Ahmed, esclamò ella con profondo terrore. Ho paura, Abd-el-Kerim, ho paura.