Il guerriero rialzò il capo, chino sino allora sul petto, e guardò. Un cavaliere era apparso sulla bruna linea dell'orizzonte e si avvicinava di carriera.

—Chi sia? chiese Ahmed, dopo qualche istante.

—Fosse un messaggiero, rispose con voce cavernosa Abù.

—Se portasse notizie di…

—Taci, Ahmed, taci! esclamò lo sceicco.

Ahmed lo guardò con compassione e scosse il capo.

Il cavaliere era allora giunto a cento metri da loro. Rattenne il cavallo, come indeciso sulla via da prendere, poi riprese la corsa dirigendosi verso il Mahdi.

—All'inviato di Dio, diss'egli, balzando a terra e consegnandogli una pergamena arrotolata.

Ahmed s'impadronì vivamente di quella carta e vi gettò sopra gli occhi. La sua faccia s'annuvolò e un profondo sospiro gli uscì dalle labbra.

—Che hai? chiese Abù-el-Nèmr, guardandolo cogli occhi accesi.