—Notizie di loro, rispose Ahmed.

—Chi loro?

—Fathma e Abd-el-Kerim.

—Leggi!… leggi, Ahmed!… balbettò lo sceicco con un filo di voce.

Il Mahdi si passò più volte una mano sugli occhi che erano diventati umidi, poi lesse questa laconica lettera:

«Da Shendy.

«Ad Ahmed Mohammed Mahdi.

«Salute a te, all'amico Abù-el-Nèmr e al tuo esercito. Le tue guide ci hanno condotti felicemente a Shendy, dove fummo bene accolti dai tuoi nemici gli egiziani. Oggi abbiamo celebrata la nostra unione. Dio ti protegga.

«ABD-EL-KERIM E FATHMA».

Aveva appena terminato di leggere, che al suo fianco scoppiava una fragorosa detonazione. Si volse precipitosamente e mandò un acutissimo grido. Abù-el-Nèmr giaceva per terra colla testa sfracellata, stringendo ancora nella dritta la fumante pistola colla quale si era suicidato.