—Non bestemmiare per Allàh! Se v'era un filo io l'ho spezzato e per sempre.
—Fathma, guardati da quest'uomo che tradì mia sorella.
L'arabo strinse i pugni. L'almea lo prese per le mani e volgendosi verso Hassarn e l'intera compagnia dei basci-bozuk.
—Io dò a quest'uomo la mia mano, il mio sangue e la mia vita! diss'ella.
Abd-el-Kerim la strinse fra le braccia e stettero così abbracciati per qualche minuto durante il quale Notis continuò a sogghignare, poi si separarono.
—Fathma, disse l'arabo. Va con questi soldati che ti accompagneranno alla tua dimora. Io e Hassarn qui restiamo a giuocare la nostra vita contro quella di quel vigliacco. Prega Allàh e il Profeta per noi.
L'almea non tremò nè diede alcun indizio che dimostrasse timore. S'avvolse nella sua farda con gesto maestoso e s'allontanò seguita dai basci-bozuk.
L'arabo la seguì cogli occhi, poi quando sparve in mezzo agli alberi si volse contro Notis, che digrignava i denti sotto la pistola d'Hassarn.
—E ora, diss'egli con calma forzata, sono con te Notis. L'uno o l'altro vi lascierà la vita. Tu più che mio nemico sei mio rivale e ciò basta.
Hai dimenticata Elenka adunque?