— Hai capito, Abei? — disse il beg, stupito di non ricevere risposta. — Spero che non avrai paura di attraversare la steppa con tuo cugino.
— Un simile viaggio coi russi in campagna, non sarà facile, padre, — rispose Abei.
Un lampo terribile avvampò negli occhi del vecchio beg.
— E che? — gridò con voce tuonante. — Avresti tu paura? Saresti un figlio degenere di tuo padre? Egli morì in battaglia di fronte al nemico e cadde da eroe.
— Sono pronto a morire per la felicità di mio cugino, padre, — disse Abei frettolosamente. — Tu sai che io lo amo come mio fratello e che non ho paura dei banditi della steppa.
— Perdonami, sai se io sono violento, — disse il beg. — È il mio carattere.
— Fra me e te, Abei, faremo tremare le Aquile — disse Hossein. — E se è vero che Beg Djura bey ha fatto rapire da loro la mia Talmà, noi frugheremo le sue viscere colle punte dei nostri kangiarri.
— Sì, cugino, — rispose Abei. — Talmà ricadrà nelle tue mani.
— Andate a riposarvi onde essere pronti per domani mattina, — disse il beg. — Ho bisogno di essere solo.
— È impossibile che io possa dormire, — disse Hossein, prendendosi il capo fra le mani, con un gesto disperato.