— Triste notte di nozze!... Mi avessero almeno ucciso le Aquile!
— E la vendetta?... Un uomo della steppa non muore invendicato, — disse il beg con voce sorda. — Uscite, l'uomo deve essere forte prima della battaglia. —
Poi, avvicinandosi a Hossein che pareva facesse degli sforzi prodigiosi per frenare le lagrime, aggiunse con voce raddolcita, ponendogli le mani sulle spalle:
— Giuro su Allah, che chiunque possa essere l'uomo che ha fatto rapire Talmà, e che ha infranta la tua felicità, proverà il filo del mio kangiarro. Giah Aghà non ha mai mancato ai suoi giuramenti e ne avrai la prova. —
Abei, udendo quelle parole, era diventato livido, poi il suo sguardo obliquo s'era fissato, con terribile intensità, su suo cugino.
— Andate, — disse il beg. — Ecco Tabriz che ritorna. —
I due giovani erano appena usciti, quando il gigantesco turcomanno comparve.
— È fatto, padrone — disse.
— I cavalieri?
— Arruolati: venti tomani, a spedizione finita.