Molti erano Sarti, sudditi di Talmà; i più però appartenevano alle tribù nomadi dei Shagrissiabs, pastori e banditi ad un tempo, venuti dal Khanato di Bukara, attirati dal desiderio di divertirsi alle spalle dei ricchi sposi e di mostrare la loro bravura nelle corse dei cavalli, essendo i migliori cavalieri della steppa turanica.
Gente di fegato ad ogni modo, pronta a qualsiasi sbaraglio per un po' di tomani, una moneta troppo preziosa in quelle pianure, dove l'oro è così raro.
Il beg, Hossein, Abei e Tabriz, svegliati dal fracasso prodotto dai cavalli, erano prontamente discesi sulla via, passando rapidamente in rassegna la truppa.
— Credo, Hossein, — disse il beg, — che con questi uomini potrai giungere senza troppi fastidi a Kitab, anche se è vero che i Russi marcino attraverso la steppa. Cerca di evitarli però e di non lasciarti cogliere entro le mura della città a menochè...
— Continua, padre.
— Beg Djura bey non ti restituisca o ti faccia restituire Talmà. In tal caso ti lascio libertà di dare addosso a quegli odiati moscoviti.
— Va bene, padre.
— In sella, figliuol mio, e non dimenticarti che io aspetto il tuo ritorno con angoscia. —
Gli mise una mano sul capo e lo congedò, dicendogli:
— Hai la mia benedizione; Allah l'ha concessa alle mie mani. —