— Non ho avuto tempo di osservarla. I cavalieri hanno attraversato frettolosamente l'Amu-Darja, scomparendo sotto gli alberi dell'opposta riva.
— Si sono accampati colà? — chiese Tabriz.
— Non te lo potrei dire, mio signore.
— Erano stanchi i loro cavalli?
— Mi parvero sfiniti.
— Padrone, — disse Tabriz, volgendosi verso Hossein, — partiamo senza indugio e guadiamo il fiume. Se i nostri animali non cadono, giungeremo a Kitab contemporaneamente alle Aquile.
— Vorrei raggiungerle prima e sterminarle tutte, — soggiunse il giovane, con impeto.
— Tu dimentichi, cugino, che essi sono in centocinquanta e tutti certamente coraggiosi, — osservò Abei, che tormentava nervosamente i suoi piccoli baffi, irsuti. — Ti hanno dato una prova lampante nell'assalto alla casa di Talmà.
— Fossero anche trecento, nessuno mi tratterrebbe di assalirli.
— Ben detto, signore, — disse Tabriz. — Piomberemo addosso a quei predoni, come la notte che i lupi ci scortavano. —