I cinquanta uomini in un baleno furono in arcione, scesero la riva, preceduti da Tabriz ed entrarono nel fiume le cui acque, come abbiamo detto, in quel luogo erano piuttosto basse.
La traversata dell'Amu-Darja fu compiuta senza incidenti, non essendovi nei corsi d'acqua del Turchestan nè coccodrilli, nè gaviali, come in quelli della non lontana India.
La truppa si trovava sul territorio del Khan di Bukara, lo stato più vasto della Tartaria Indipendente. Indipendente di parola, non di fatto, perchè anche su quella immensa regione che comprende varii Kanati, l'avida zampa dell'orso moscovita vi si è appoggiata.
Gli antichi scrittori arabi hanno chiamato quel territorio un paradiso terrestre e lo sarebbe forse, essendo fertilizzato dall'Amu-Darja e dai suoi affluenti, se non fosse abitato da un popolo nomade, dato al ladroneccio più sfacciato, stanziato solo nell'inverno nelle città e nei villaggi ed errante colle sue gregge nelle vaste pianure, durante le altre stagioni.
Samarkanda, che è la città più importante, ha avuto un passato splendido, essendo stata scelta come capitale dal famoso conquistatore asiatico Timur-Lent, meglio conosciuto sotto il nome di Tamerlano. Aveva allora una popolazione numerosissima ed era così potente da poter mettere in campo da sola ben sessantamila cavalieri ed i suoi trafficanti si spingevano fino alla Grande Tartaria Chinese, nel cuore del grande continente asiatico.
Oggidì, quantunque estenda ancora i suoi sobborghi nella meravigliosa valle del Sogd, quantunque abbia la sua accademia di scienze, traffichi ancora animatamente e abbia molte fabbriche, ove si tesse la seta più stimata dell'Asia, ha molto perduto del suo antico splendore al pari di Bukara, ove risiede per la maggior parte dell'anno il potentissimo e anche barbarissimo Khan, e che fu centro di uomini dotti e celebri non solo per l'Oriente, ma anche per l'Europa: vi fu il famoso Ebu-Sino, da noi chiamato Avicenna.
Era il momento, per la banda condotta dai due nipoti del beg e da Tabriz, di stare molto in guardia, perchè tutto il kanato, specialmente verso il fiume, è percorso incessantemente da orde di Usbechi e da Ghirghisi.
Tabriz, appena messo piede sulla riva opposta dell'Amu-Darja, fece fare alla truppa una seconda fermata, poi accompagnato dal solo Hossein, fece una galoppata sotto le altissime e frequenti piante, risalendo verso il settentrione.
— Che cosa cerchi, Tabriz? — chiese Hossein, vedendolo guardare attentamente la terra.
— Le tracce dei banditi, — rispose il gigante. — Per di qua devono ben essere passati e sarei ben lieto di trovarle. —