— Tu giungi in un brutto momento, giovanotto, — gli disse poi. — Abbiamo i russi alle porte della città.
— Od invece in un buon momento? — disse Abei. — Io non sono qui venuto solo, anzi ti ho condotto cinquanta cavalieri, che forse valgono come duecento dei tuoi shagrissiabs. —
Il beg lo guardò con un certo stupore, poi un sorriso illuminò il suo volto.
— Come? — esclamò — tu vieni a chiedermi di pagarti il debito di riconoscenza che io devo a tuo padre e nel tempo stesso mi porti degli aiuti?
— Sì, ma ad una condizione, beg, — disse Abei.
— Quale?
— Che tu mandi i miei uomini ed i loro capi dove sarà più intenso il fuoco dei russi.
— Io non ti comprendo, giovinotto, — disse Baba, il cui stupore aumentava.
— Tu devi riconoscenza a mio padre?
— È vero: egli mi ha salvato la vita nella steppa, un giorno in cui una torma di ghirghisi nella piccola orda, mi aveva assalito e stava per opprimermi.