In quindici minuti Abei ed il bandito raggiunsero i gradini che si estendevano dietro l'alta muraglia, poi piegarono a dritta per arrivare alla porta che supponevano fosse ancora aperta.
Già la intravedevano, quando quattro cavalieri mossero loro incontro.
— Che cosa c'è? — chiese il bandito che si era fermato.
— Troppo tardi! — rispose uno dei cavalieri. — La porta è stata chiusa. —
Quasi nel medesimo istante si udirono le sentinelle di guardia della scarpata e dei bastioni esterni a gridare:
— All'arrmi!... I russi! —
Poi un colpo di cannone rimbombò fra le tenebre, ripercuotendosi fra i ridotti della cittadella.
Le colonne del maggior generale Abramow marciavano all'attacco della città ribelle.
CAPITOLO XV. L'assalto di Kitab.
Le popolazioni dell'Asia centrale e specialmente quelle che occupano quell'immensa regione, che si estende dalle rive orientali del mar Caspio ai confini meridionali della Duzungaria Chinese e che è conosciuta col nome di Tartaria Indipendente, sono di una irrequietezza incredibile.