Trattandosi di una guerra che non poteva durare che qualche settimana, le truppe non avevano ricevuto che viveri per soli dieci giorni e le munizioni invece al completo. A Diam però, già occupato da due compagnie del sesto battaglione di linea del Turchestan e che doveva formare la riserva, il maggior generale Abramow aveva fatto ammassare una certa quantità di provvigioni, nel caso che la guerra dovesse prolungarsi oltre le previsioni.
L'11 Agosto del 1875, la colonna di destra occupava, dopo una lunga e rapidissima marcia, il villaggio di Makrt, nel piano dei Shagrissiabs, senza aver sparato un colpo di fucile.
Gli abitanti erano così lontani dal pensare ad una invasione russa, che erano stati sorpresi mentre coltivavano i loro giardini ed i loro campi, sicchè non avevano avuto il tempo di organizzare la menoma resistenza.
L'indomani però la colonna si trovava alle prese con numerose bande di cavalieri, le quali, dopo averla lasciata passare senza attaccarla, fecero fuoco sui carri dei bagagli e sulla retroguardia, uccidendo e ferendo non pochi uomini.
Due colpi di racchetta e poche fucilate erano state sufficenti a disperdere quegli uomini, più banditi che buoni soldati.
Il 13, alle cinque pomeridiane, la colonna di Miklalowsky giungeva, senza combattimenti, ai giardini di Urens-Reshlak, la cinta esterna dei Shagrissiabs.
La medesima sera faceva la sua congiunzione colla colonna guidata dal tenente colonnello Schovnine, la quale fino allora non aveva avuto l'occasione di consumare una sola cartuccia.
Il 14, di buon mattino, alcune masse nemiche, comparivano improvvisamente sul fianco dell'accampamento e, giunte a tiro di fucile, aprivano un fuoco piuttosto violento quantunque male diretto, poi si squagliavano subito dinanzi ad alcune scariche dei cacciatori del Turchestan.
Respinti i cavalieri di Bek-Djura bey e del beg di Schaar, il generale Abramow, seguito dal suo stato maggiore, da una compagnia di linea e da venti cosacchi e appoggiato da due cavalletti di racchette, eseguiva una rapida ricognizione sotto le mura di Kitab, non ostante il fuoco del nemico, onde scegliere il punto per aprire una breccia d'assalto e alla sera iniziava il bombardamento della città, dopo d'aver disposti i suoi uomini su due colonne.
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