I cacciatori del Turchestan cominciavano a uscire dal burrone, marciando all'assalto su due colonne.
— Tabriz, — disse Hossein che non aveva cessato di far giuocare contro il nemico i falconetti, credo che tutto stia per finire. —
I Shagrissiabs, non resisteranno dieci minuti all'ultimo attacco.
— Tale è anche la mia opinione, signore, — rispose il gigante, la cui fronte si era rannuvolata. — Questi uomini non valgono quelli della steppa. Hanno troppa paura delle baionette dei moscoviti.
— Come finirà quest'avventura?
— Male di certo se non filiamo più che in fretta, cugino, tanto più che non abbiamo più nulla da fare qui, — disse una voce dietro di lui.
— Che cosa vuoi tu dire, Abei? — chiese Hossein, voltandosi verso il cugino.
— Che ho saputo or ora e per bocca di Baba-beg, che Talmà non si trova più qui, — rispose il nipote del beg.
— Hai detto? — gridò Hossein.
— Che i banditi l'hanno portata, prima che i russi giungessero, fra le montagne di Kasret-Sultan.