— Un principe?

— Il nipote di un beg... di Giah Aghà!...

— Me l'ero immaginato che doveva essere un pezzo grosso, ma rassicurati. Ercole mio, non è ancora spento e forse non se ne andrà nel paradiso di Alì, Hussein, Maometto e compagni.

— Vive?...

— Sembra. —

Tabriz fece un salto innanzi, poi cadde subito sullo stesso cavallo su cui trovavasi Hossein.

— Maledetta palla che quel traditore mi ha cacciato nel dorso — disse, digrignando ferocemente i denti.

— Anche tu ferito?

— Per me non mi preoccupo, — disse Tabriz. — Ci vuol ben altro che una palla.

— Infatti sei più robusto d'un orso.