— Sia pure nostro nemico, eppure sarei ben lieto che questo giovane si potesse salvare e... —
Si era bruscamente interrotto, retrocedendo vivamente. Anche i quattro soldati lo avevano imitato, armando rapidamente i loro fucili.
Un'ombra gigantesca era sorta a pochi passi da loro, chiedendo con voce rauca:
— Che cosa fate voi, canaglie? Siete i corvi della steppa? Giù quel giovane, o Tabriz vi ucciderà!...
— Noi siamo russi e non già ladri, — disse il sergente, snudando la sciabola.
Il gigante era rimasto un momento silenzioso, fissando i suoi occhi ora sulla lanterna ed ora sul giovane, poi un grido lacerò il suo petto.
— Il mio signore!... Morto!...
Morto!... Dannazione d'Allah e del miserabile che l'ha ucciso!..
— Chi, Ercole? — chiese il sergente — e se tu invece t'ingannassi?
— È il mio padrone! — ruggì Tabriz.