— Non è una palla russa, è vero, signore? — chiese Tabriz i cui occhi avvampavano d'una collera terribile.

Il capitano la lasciò cadere in un bacino di rame per pulirla dal sangue, poi la ritirò.

— È rivestita di rame, — disse poi. — È una palla turchestana.

Vi uccidevate fra voi, dunque?

— No, signore. È stato commesso un infame delitto ed il fatto risulta limpidamente dalla ferita ricevuta dietro le spalle, mentre questo valoroso giovane non ha mai mostrato i talloni al nemico.

— Bah!... Avete sempre questioni voi o... —

Un sospiro che sfuggì a Hossein gl'interruppe la frase.

— Buon segno, — disse il capitano.

Poi, voltandosi verso Tabriz:

— Ora a te, gl'infermieri s'occuperanno del giovane. —