Io fuggiva colla mia scorta onde dare battaglia ad una banda di Aquile, che mi avevano rapita la fidanzata.

— Là!.... Là! — fece il maggiore, con un sorriso beffardo.

— Non sono un ragazzo io per bere simili istorie.

Una vampa d'ira salì in viso al fiero nipote del beg, mentre Tabriz faceva come una mossa per slanciarsi sui due uomini e fulminarli con due tremendi pugni.

— Io non ho mai mentito, maggiore, — gridò Hossein. — Non sono un bandito, nè un predone della steppa io!.... Mio padre era un principe!

— Io dico che tu sei venuto qui con un'altra missione e ne ho le prove, — disse il russo.

— Quale missione?

— Di attentare alla vita dell'Emiro di Bukara e anche a quella del maggiore generale Abramow, comandante in capo della spedizione.

— Coloro che vi hanno detto codeste cose, hanno mentito! — gridò Hossein con indignazione.

— E le lettere che ti abbiamo trovate indosso?