— Dunque dicevi?

— Che noi li seguiremo e che se l'Emiro li risparmia, i nostri kangiarri ripareranno l'errore.

— Con quel demonio di Tabriz!....

— Un buon colpo a tradimento e anche lui cadrà.

— Sei spiccio, tu.

— Mi premono i tomani di Abei.

— E non verremo sospettati, noi?

— Chi potrà avere dei sospetti su due poveri loutis[9] che cercano di guadagnare qualche cosa? Eppoi siamo abbastanza trasformati perchè Tabriz e Hossein possano riconoscerci. Non hanno di certo mai fatto attenzione a noi; erano troppo occupati durante il matrimonio e anche durante il banchetto.

Padrone! Un'altra tazza. Abbiamo fatto una buona giornata ieri. —

Questa conversazione aveva luogo in uno dei tanti kabne-kahnè di Kitab, ossia in un piccolo caffè, dove ordinariamente si radunavano gli sfaccendati per sorseggiare una tazza di eccellente caffè, giuocare agli scacchi e alla dama, ed ascoltare le storielle dei mestvires ed a fumare del buon tumvak, profumato dall'acqua di rose contenuta nei nargul....