— Ah!... Brutta bestia! — urlò.
L'once non era che a tre passi.
Tabriz, con un solo salto, superò la distanza, afferrò la bestia per la coda e la trasse a se con vigore sovrumano, facendole fare un mezzo giro.
L'once, che forse non s'aspettava quell'attacco brutale, si volse ringhiando e mostrando i denti.
Ma già Tabriz aveva abbandonata la coda per impugnare il kangiarro.
La lama scintillò un momento in aria, poi cadde fischiando.
— Ecco il tuo conto! — urlò Tabriz.
La testa dell'once completamente staccata, cadde a terra.
— Bel colpo! — esclamò Hossein. — Tu taglieresti la testa anche ad un toro.
— Si fa ciò che si può, signore, — rispose il gigante, pulendo la lama sul corpo della belva. — Il braccio è solido; su ciò non ho alcun dubbio.