— Vuoi farmi impazzire, Tabriz?
— No, ti apro gli occhi. D'altronde forse che non abbiamo le prove che egli ha tentato di assassinarci? Che per maggior sicurezza ti aveva messo dei documenti compromettenti nella fascia? Che cosa vuoi di più? Da un simile uomo si può anche aspettarsi che fosse d'accordo colle Aquile.
— Tabriz, bisogna che l'uccida! — ruggì Hossein.
— Sono del tuo parere, signore.
— Ma di Talmà che cosa sarà successo? — gridò il povero giovane, prendendosi disperatamente la testa fra le mani. — È questo che io vorrei sapere. —
Tabriz stava per aprire le labbra ed esprimere forse qualche terribile sospetto, poi subito le rinchiuse. Certo non osava dire quello che pensava riguardo la sorte di Talmà.
— Dimmi qualche cosa, Tabriz, — disse Hossein.
— Calmati, signore, — rispose finalmente il gigante. — Hai tu dimenticato tuo zio? Quell'uomo non lascerà la tua fidanzata nelle mani dei banditi, dovesse sacrificare metà della sua fortuna per mettere in armi tutti i Sarti della nostra steppa.
— Ed a chi la darà poi se qualcuno spargerà la voce che io sono stato ucciso sotto le mura di Kitab?
— Vorrà ben accertarsene prima, signore. Il beg non si accontenterà di una semplice voce e manderà indubbiamente dei messi fedeli a Kitab per assumere informazioni sulla nostra sorte.