E poi non siamo ora liberi noi?

— Non siamo ancora usciti dalla steppa della fame, Tabriz.

— Bah!... Gli usbeki ci crederanno sepolti sotto le sabbie o portati via da qualche tromba e non perderanno tempo a cercare i nostri cadaveri.

Di costoro non mi preoccupo punto e sono più che certo che ora quei furfanti galoppano verso Bukara. —

Hossein pareva che si fosse tranquillizzato. L'accesso di disperazione che l'aveva colpito poco prima era, se non del tutto, almeno in parte scomparso.

— Può darsi che tu abbia ragione — disse finalmente. — Quanto credi che sia lontano l'Amu-Darja?

— Non potremo raggiungerlo prima di otto giorni, padrone. Non possiamo contare che sulle nostre gambe e pur troppo noi, abituati a vivere quasi sempre sui cavalli, siamo pessimi camminatori.

Cerchiamo di far onore al pasto se vogliamo rimetterci in forza, poi ce ne andremo portando con noi qualche provvista.

— E dell'acqua soprattutto.

— Sì, padrone.