Per alcuni minuti tutti rimasero silenziosi. Abei sorseggiata una tazza di thè, accese il suo narghilè e pareva che si divertisse a stuzzicare i falchi; chi però l'avesse attentamente osservato, l'avrebbe più volte sorpreso a contrarre le labbra con un brutto sorriso ed a fissare insistentemente Hossein, con uno sguardo che aveva dei lampi cupi.
Fu ancora Tabriz che ruppe il silenzio.
— È una guzla che suona nella steppa, — disse.
Abei Dullah trasalì e smise bruscamente di fumare.
— Vedi nessuno? — chiese il vecchio.
— Non ancora.
— Che sia qualche suonatore o qualche canta istorie del villaggio di Talmà? —
Hossein alzò il capo.
— Che sia la fidanzata che me lo manda? Tu sai, padre, che i Sarti usano più che presso di noi, radunare i famosi canta istorie durante i banchetti nuziali.
Un uomo era comparso e affrettava il passo, guidato dalla luce che spandeva la lampada.