Che frescura deliziosa però sotto quelle ombre, specialmente per uomini che, da otto giorni, si arrostivano da mane a sera sotto un sole implacabile e che avevano sempre marciato.
— Qui mi sembra di rivivere, — disse Tabriz. — Si direbbe che i pori della mia pelle disseccata, assorbano voluttuosamente l'umidità del fiume.
E poi questa è l'aria della nostra steppa, signore.
— Mista ad aria satura di vendetta, — aggiunse Hossein che era diventato tetro.
— Se non l'ucciderete voi, lo finirò io, signore. L'ho giurato, e gli uomini della steppa sanno mantenere le loro promesse, checchè avvenga.
— Mio zio non perdonerà: è implacabile come noi, lo conosco troppo bene. Vi è sempre però un sospetto che mi cruccia.
— Quale, signore?
— Che Abei mi abbia surrogato, credendomi morto.
— Non parlare di ciò, ora, signore. Ecco il fiume: lasciamo l'argomento scottante e vediamo se possiamo guardare l'Amu-Darja senza attendere il ritorno del loutis. —
Il fiume in quel luogo era largo cinquecento metri per lo meno, e le sue acque scorrevano rapidissime ed a quanto sembrava dovevano essere anche assai profonde.