Una fortissima detonazione scosse l'aria e il proiettile andò a cadere in mezzo agli usbeki facendone stramazzare due al suolo.
Un momento dopo anche Tabriz faceva fuoco, spaccando la poppa della barca sulla quale si trovavano Karaval e Dinar.
Vi fu fra i bukari un momento di stupore impossibile a descriversi, poi vedendo ondeggiare sul ridotto due nuvole di fumo e temendo una nuova scarica si dispersero in tutte le direzioni, urlando e bestemmiando.
— Agli altri due padrone, — disse Tabriz. — Non lasciamo a loro il tempo nè di rimettersi dallo spavento, nè di radunarsi.
— Non aver fretta: non sprechiamo colpi.
— Vi è il magazzino che ci provvederà, signore.
— La barca affonda!...
— Ma troppo tardi, signore.
Ecco che quei birbanti sono già a cavallo e si dirigono verso la riva.
Ecco là il guado!... Ne approfitteremo. —