— È pronto — rispose il gigante.

— Ventre a terra!

— E carichiamo, — aggiunse Tabriz.

Quella minaccia fortunatamente non ebbe altro seguito, sicchè i due turchestani, con non poca sorpresa, poterono oltrepassare indisturbati la zona alberata e raggiungere l'immensa steppa degli Illiati, confinante con quella dei Sarti.

— Ecco la libertà! — gridò Tabriz.

— E la vendetta, — aggiunse Hossein i cui occhi si erano accesi d'una terribile fiamma. — Siamo sempre sulla traccia del loutis?

— Sì, padrone, non la perderò più. Ecco dove sono passati i due cavalli. Le erbe non si sono ancora raddrizzate.

— Che gli usbechi si siano rassegnati?

— Lo credo, signore. —

La steppa verdeggiante, quella superba pianura che pareva un oceano di erbe, quasi sempre in movimento come le onde instabili, quantunque non ne possedesse il muggito sinistro ed impressionante, s'apriva dinanzi a loro.