— Nulla, — continuava a brontolare Tabriz. — È un agguato che ci preparano. Io lo sento o meglio lo fiuto come i lupi che sentono la preda.
Ecco il momento di stare in guardia e di sorprendere invece loro, giacchè il padrone vuole averli in mano vivi. —
Continuarono a galoppare per una quindicina di minuti, poi Tabriz, che precedeva Hossein per difenderlo da qualche improvvisa scarica, rattenne violentemente il proprio cavallo, dicendo rapidamente:
— Alt, padrone!...
— Siamo giunti?
— Inalbera il cavallo! —
Un lampo illuminò la steppa a dieci o dodici passi dinanzi a loro, seguito dal rombo d'un grosso moschetto.
Il cavallo di Tabriz che sotto un vigoroso colpo di tallone si era alzato sulle zampe deretane, cadde di quarto trascinando il cavaliere.
Hossein afferrò uno dei due archibugi che gli pendevano dalla sella e sparò a casaccio a fior di terra.
Un grido echeggiò fra le erbe.